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Selezione materiale


1. I francobolli
2. Le varietà
3. Saggi e prove
4. Le soprastampe e le perforazioni
5. Non emessi, falsi
6. Buste e cartoline
7. Cartoline maximum
8. Vignette
9. Altre corrispondenze
10. Annulli
11. Affrancature meccaniche
12. Corrispondenze prefilateliche
13. Interi postali

 

5. Non emessi, falsi
Esistono al mondo una quantità di francobolli regolarmente autorizzati, preparati e stampati e che poi, per ragioni diverse, non vennero emessi. Alcuni di essi sono poco noti e pregiati (specie quando gran parte della tiratura è stata distrutta), e possono avere una buona validità tematica per le nostre collezioni. È evidente che possono benissimo venir utilizzati: sono infatti quelli che il Regolamento chiama "destinati all'emissione". E' importante che il collezionista identifica chiaramente che si tratta di non emessi e che li distingua chiaramente da saggi e prove di valori.


Esempi di francobolli non emessi, tutti utilizzabili se pertinenti al tema

Due parole sui falsi. I falsi per frodare la posta, specie su documento viaggiato, vanno accolti a braccia aperte in collezione (con la chiara indicazione di ciò di cui si tratta) tanto per l'informazione data dalla loro illustrazione, quanto per il fatto stesso di essere dei falsi, che in particolari collezioni può costituire un interessante contributo tematico.

Per i falsi di propaganda emessi in genere in periodi bellici, si dovrebbe fare una netta distinzione tra quelli prodotti da enti statali (Centrale della Polizia di Sicurezza del Reich, OSS americana ecc.) che possono e debbono essere accettati, e quelli di origine privata, spesso prodotti addirittura dopo la fine delle ostilita per frodare i filatelisti, che vanno assolutamente esclusi.


Esempi di falsi di propaganda prodotti durante la II Guerra Mondiale da enti statali per contribuire alla "guerra psicologica"



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ultimo aggiornamento: 24.03.2016 - last update: 24 Mar 2016